Procedure AI

Le verticalizzazioni

Lo stesso agente, le stesse code, le stesse approvazioni. Cambia il catalogo delle procedure — e il modo in cui si comincia.

Application Management

Un gestionale, dopo l'avvio, genera per anni una coda di richieste piccole e quasi identiche: utenze, password, abilitazioni, dati da sistemare. È un servizio che eroghiamo già, con contratti attivi e persone che lo fanno ogni giorno: le procedure esistono, sono scritte nei contratti, e le stiamo spostando sulle procedure automatiche cominciando dalle due più frequenti.

Reimpostare una password

La più frequente e la meno rischiosa, a una condizione: essere sicuri di chi chiede. L'identità si verifica con un codice sull'app di autenticazione, non con «ti riconosco dalla voce». Nessuno deve autorizzare, e si chiude in trenta secondi a qualunque ora.

Creare un'utenza

Dal nome e dal ruolo nasce un'utenza con le abilitazioni del profilo, non quelle copiate dall'ultimo assunto — che è il modo in cui i permessi si moltiplicano senza che nessuno l'abbia deciso. Autorizza il responsabile, e finché non risponde non esiste nessuna utenza.

Modificare abilitazioni

Un cambio di mansione, un incarico temporaneo, un accesso da togliere. La procedura fa anche la cosa che a mano non si fa mai: scrive cosa c'era prima, così si può tornare indietro e si sa chi aveva cosa.

Sistemare dati

Qui serve più prudenza: una correzione sbagliata su un gestionale non si annulla con un pulsante. La procedura mostra prima cosa cambierebbe, su quante righe, e aspetta. Autorizza sempre chi è responsabile di quei dati.

Password del gestionale, alle due di notte

Il turno di notte non ha un reparto informatico a cui telefonare. È il caso in cui un'automazione vale di più.

Chi chiede
non entro più nel gestionale, mi dice password errata
Il nodo
Prima di reimpostare qualunque cosa bisogna essere sicuri di chi sta chiedendo. È il punto in cui l'assistenza telefonica si fida della voce, e ogni tanto qualcuno entra al posto di qualcun altro.
Come verifica
chiede il codice dell'app di autenticazionecodice giusto: identità verificatacodice sbagliato o assente: non reimposta niente, apre la richiesta a una persona
Cosa esegue
La procedura approvata, con un'utenza di servizio che può reimpostare password e nient'altro. La credenziale non sta nello script: viene chiesta al momento, usata e scartata.
Cosa resta scritto
Chi ha chiesto, con quale metodo è stata verificata l'identità, quale procedura, su quale sistema, a che ora.
Nessuno ha autorizzato, e va bene così: l'identità verificata con l'autenticatore è più forte del riconoscimento vocale di un tecnico assonnato. L'autorizzazione serve dove c'è una scelta da fare, e qui non ce n'è.

Dove girano queste procedure. Non sul computer dell'utente ma sul gestionale, da una postazione di servizio, parlando con il sistema nel modo per cui è fatto: la sua interfaccia quando c'è, il database quando è l'unica strada. Se il gestionale è nostro questa parte è già risolta; se è di un altro fornitore, il primo pezzo del progetto è capire da quale porta si entra — a volte mezza giornata, a volte la parte più lunga, e si vede subito quale dei due.

Conformità e postazioni

Da quando NIS2 è legge, e per chiunque abbia una certificazione da mantenere, la domanda non è più «i computer sono protetti?» ma «dimostrami che lo erano, su tutte le macchine, a quella data». È la forma che il motore sa già fare: prima controlla, poi corregge, poi scrive cosa ha trovato.

Si verificaSe non è a posto
Disco cifratosi attiva la cifratura e si mette al sicuro la chiave di ripristino, che è la parte che a mano non viene mai archiviata bene
Antivirus attivo e aggiornatosi riattiva la protezione e si aggiornano le firme; se il servizio non riparte il caso va a una persona, perché è il sintomo di qualcos'altro
Aggiornamenti di sistemasi sbloccano quelli fermi e si riavvia dentro una finestra concordata, mai in mezzo alla giornata di lavoro
Blocco schermosi imposta il blocco automatico dopo i minuti che avete deciso
Amministratori localisi elenca chi lo è; la rimozione non è automatica, diventa una richiesta: togliere un permesso al momento sbagliato ferma il lavoro di qualcuno
Backup presente e recentesi verifica che esista e che sia di ieri, non di marzo; se manca è una richiesta urgente
Spazio e salute del discosi libera spazio con le pulizie approvate; se il disco dà segni di cedimento non si fa nessuna pulizia e si apre la sostituzione

Il giro di verifiche, e il portatile che non era cifrato

Come si scopre un problema di conformità nove mesi prima dell'audit, invece di tre giorni dopo che è diventato un incidente.

Chi lo avvia
Nessun utente: è una campagna sul parco, dentro la finestra che avete scelto. Nessuno si accorge che sta succedendo.
Su quante macchine
Parte su un gruppo pilota. Se la riuscita scende sotto la soglia, la campagna si sospende da sola e aspetta una persona, invece di propagare l'errore su tutto il parco.
Cosa trova
Su una macchina il disco non è cifrato. È un portatile arrivato come sostituzione d'urgenza sei mesi prima, e nessuno ha ripetuto il giro di preparazione. È il modo normale in cui una macchina esce dalle regole: non per dolo, per fretta.
Cosa fa
attiva la cifratura e mette al sicuro la chiave di ripristinose il disco avesse dato segni di cedimento non avrebbe cifrato niente: avrebbe aperto una sostituzione
Cosa non fa da sola
Sulla stessa macchina trova due amministratori locali che non dovrebbero esserci. Non li rimuove: apre una richiesta.
Cosa resta
L'elenco di tutte le macchine con l'esito di ogni controllo e l'ora. Le macchine spente risultano non verificate, non «a posto»: è un'informazione diversa e vale la pena distinguerla.
Nove mesi dopo l'auditor chiede da quando i portatili sono cifrati. La risposta non è «da sempre, crediamo»: è una riga con una data, una macchina e la procedura che l'ha fatto.

Come si parte. Il primo giro si fa in pochi giorni dall'installazione degli agenti e produce il documento con lo stato di ogni macchina: da lì si decide cosa correggere da soli e cosa portare a una persona, con i numeri davanti. Una cosa sui tempi: oggi le verifiche partono a richiesta o da una campagna pianificata — l'automatismo che le ripete ogni notte da solo è il pezzo in costruzione, e un progetto reale lo fa arrivare prima.

Il ciclo di vita della postazione

Sono i quattro momenti in cui, a mano, si dimentica sempre un pezzo — e il pezzo dimenticato è quasi sempre quello che poi diventa un problema di sicurezza.

Primo giorno

Computer pronto quando la persona arriva: utenze, abilitazioni del profilo, programmi del ruolo, stampanti della sede, cifratura attiva, backup collegato. Una sequenza, non quindici richieste sparse fra tre reparti.

Cambio di ruolo

Le abilitazioni nuove si aggiungono e quelle vecchie si tolgono. È il secondo pezzo che a mano non succede quasi mai, ed è il motivo per cui dopo cinque anni nessuno sa più chi può accedere a cosa.

Ultimo giorno

Accessi chiusi tutti insieme e alla stessa ora, dati del lavoro consegnati a chi subentra, macchina riportata a uno stato pulito e riassegnabile, con l'elenco di cosa è stato chiuso.

Postazioni a stato noto

Casse, chioschi, computer di linea: la procedura non aspetta una richiesta, gira ogni notte e rimette la macchina allo stato che avete definito. Al mattino l'elenco di cosa era cambiato.